Pubblicazioni

Tra le pubblicazioni recenti dei Soci segnaliamo:  

  • Valerio Marconi Galvano della Volpe e il metodo semiotico strutturale in E|C, rivista online dell'AISS, Associazione Italiana di Studi Semiotici (ISSN 1970-7452) [download] L’articolo tratta dello strumento metodologico fondamentale nella  Critica del gusto di Galvano della Volpe, la parafrasi critica. La  gestazione di tale strumento affonda le sue radici nei primi scritti  estetici dell’autore, ma acquisterà la sua centralità nell’estetica  semiotica dellavolpiana solo in seguito a due confronti fondamentali:  prima con Aristotele e Saussure, poi con Hjelmslev. Solo con la  Glossematica della Volpe riuscirà a rinvenire la chiave semantica della  poesia mediante la parafrasi critica, ridefinita alla luce delle nozioni  glossematiche di denotazione e connotazione. The paper deals with the core methodological tool in the Critique of  Taste by Galvano della Volpe, viz. critical paraphrase. The development  of such a tool is rooted in the early aesthetic writings by the author,  but it will gain its centrality in Dellavolpean semiotic aesthetics only  after two main assessments: firstly, of Aristotle and Saussure and,  secondly, of Hjelmslev. Della Volpe has found the semantic key of poetry  thanks to Glossematics by employing the critical paraphrase. Indeed, he  redefined it in the light of two Glossematic notions, viz. denotation  and connotation.
  • Louis Hjelmslev, LA STRATIFICAZIONE DEL LINGUAGGIO Introduzione, traduzione e cura di Cosimo Caputo,PensaMultimedia, Lecce-Brescia 2018, pp. 132, ISBN 978-88-6760-535-4 Questo saggio, pubblicato nel 1954, esplicita ulteriormente il progetto  teorico hjelmsleviano, rendendolo più rispondente alle esigenze di una  semiotica generale. Mentre nei Fondamenti della teoria del linguaggio  Hjelmslev orienta progressivamente la teoria verso un oggetto più ampio  di quello costituito dalle lingue e nel Résumé ne definisce meglio la  specificità, qui ne approfondisce la struttura. La semiotica  glossematica ricentra così l'attenzione sulle componenti iletiche del  segno e del senso, procedendo da una premessa epistemologica universale a  un modello di segno e di semiotica ben definiti, non lasciandosi  inscrivere in un formalismo esclusivamente logico e prospettandosi,  invece, come morfologia del senso. Nella sua introduzione Cosimo Caputo  presenta questo libro con il titolo La stratificazione come architettonica della semiotica.
  • Cosimo Caputo, "Il fondo e la forma. La semiosi, la semiotica, l'umano", edito da Pensa MultiMedia, Lecce-Brescia 2010, pp. 198.          Nella descrizione dei fenomeni segnici, la semiotica  glossematica di Louis Hjelmslev pone la questione della sostanza-materia  semiolinguistica in stretta connessione alla questione della forma:  invece della loro opposizione escludente pone la loro opposizione  partecipativa. La semiotica deve includere nel suo ambito l'istanza  materiale dei segni, la loro corporeità, rendere conto delle incidenze  del fondo sulla forma per avere una presa sulla realtà. Il colore  dell'acqua marina «deriva dal riflesso del fondo sulla superficie, ed è  là che occorre passeggiare» (Roland Barthes). Il corpo "fa segno", esprime contenuti passionali, razionali, forme di  vita, ed è segno; è corpo semiosico e semiotico. I segni e il loro senso  sono il risultato di situazioni viventi, di una embolied semiosis. La  semiotica allora, con la sua metodica antiseparatista, scruta l'intrico  che lega il mondo vegetale, animale e umano, il fondo e la forma, il  sensibile e l'intelligibile, il visibile e l'invisibile, assumendo lo  stile di pensiero della fisiognomica; diventa semiotica fisiognomica che  tematizza la forma e il movimento del segno, ovvero il suo volto.  È questo il filo che attraversa il libro anche nelle sue parti dedicate a  Jean Poinsot e a Giovan Battista Della Porta, senza alcuna ricerca di  precursori ma con l'intento di ricostruire riflessioni del passato in  funzione di problematiche attuali.      
  • Cosimo Caputo, "Hjelmslev e la semiotica" edito da Carocci, 2010  Il volume espone la teoria del linguaggio di Louis Hjelmslev  superandone gli stereotipi e al contempo facendo emergere le intuizioni  nascoste e i germi intellettuali suscettibili di sviluppi ancora  inediti.  Nella prospettiva glossematica, che Hjelmslev ha fondato insieme al  fonetista Hans J. Uldall, la linguistica si allarga fino a diventare la  "forma" di tutti i sistemi segnici, verbali e non verbali, arrivando  così a coincidere con una semiotica il cui obiettivo è quello di  descrivere le relazioni interne ed esterne dei singoli fatti di  comunicazione, risalendo alle loro condizioni di possibilità, e in cui  le categorie della semiosi sono oggetti di ordine formale, identità non  preformate ma definite dalle relazioni in cui entrano. Una "semiotica glossematica" che si configura come teoria della forma e  della materia del segno.   Recensioni:    Nouveaux Actes Sémiotique [fr] di Sémir Badir    Ocula [it] di Francesco Galofaro  
  • Louis Hjelmslev: Résumé: teoria del linguaggio, a cura di Romeo Galassi e Cristina Zorzella, Terra ferma, Vicenza 2009 Costituito da un Componente Universale, un Componente Generale e un Metodo procedurale, il Résumé rifiuta ogni tipo di metafisica, ogni filosofia della Ding an sich,  poichè non essendoci esperienza se non tramite il Metodo, ciò che  importa è la descrizione fondata sui requisiti di Coerenza, Esaustività e  Seplicità prescritti e richiesti dal Principio Empirico, che  rappresenta l'autentica porta di ingresso del percorso teorico del Résumé stesso.